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Esci dalla foresta, scala la montagna

Anche quando siamo immersi nel fitto della foresta, dobbiamo ricordarci che il mondo fuori non cessa di esistere: per evitare di lasciare che gli stati d'animo negativi limitino la nostra visione del mondo, ed evitare di dire o fare cose spiacevoli, la miglior medicina è cercare di prendere del tempo, bloccando la reazione istintiva sul nascere.

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Oggi parliamo di crescita personale e di coaching per gestire le emozioni : ecco una semplice metafora per restare lucidi anche se le emozioni negative ci assalgono. Esci dalla foresta, scala la montagna!

La situazione, che sarà certamente familiare a molti, è la seguente: siamo appena stati colti da un forte, nauseante senso di rimorso mentre pensiamo ad una azione compiuta o ad una frase detta mentre eravamo in preda alle emozioni.

Questo senso di rimorso può scaturire in seguito ad una lite con il nostro partner, o ad una reazione eccessiva di fronte ad un gruppo di amici o colleghi. Può anche nascere da un nostro gesto che ha ferito una persona a noi cara, e che ora renderà impossibile, per chi lo ha subito o vi ha assistito, vederci come la persona di sempre.

Emozioni: perchè perdiamo il controllo?

In sostanza, per quanto ci piaccia credere di essere individui razionali e costantemente in pieno controllo di noi stessi, questa è tendenzialmente una illusione.

Passiamo infatti la maggior parte del nostro tempo cercando di spendere il minor quantitativo di energie possibile, vivendo spesso in modalità “pilota automatico”. Quando però ci troviamo in situazioni che fanno scaturire in noi delle emozioni forti siamo colti alla sprovvista. Dal nostro stato “automatico” è infatti estremamente facile avere reazioni istintive ed incontrollate! Queste reazioni possono essere più o meno esagerate a seconda di quanto vengano colpiti i nostri punti deboli.

Ad esempio, se sono una persona fondamentalmente introversa ed insicura soffrirò molto di più se preso in giro in pubblico, di fronte ad amici o colleghi, rispetto a quanto potrebbe patire la stessa battuta una persona maggiormente estroversa e sicura di sé.

Allo stesso modo, se sono portato a sentirmi inferiore nel ruolo che ricopro, tanto in una relazione sentimentale quanto sul posto di lavoro, tenderò a credere di dovermi giustificare per i miei comportamenti e/o le mie scelte. Questo farà si che nel lungo periodo diventerò cauto e sulla difensiva ogni volta che verrò interpellato o dovrò esprimere la mia opinione.

Ripetizione: come evitare di ricaderci?

A seguito di simili momenti è facile cadere in balia delle emozioni negative. Queste emozioni sono più o meno intense a seconda dell’importanza che diamo alla loro causa scatenante, ma questa non è l’unica variabile. Anche il nostro carattere e l’intensità ed il tempo che dedichiamo a rimuginare sull’accaduto sono fattori importanti. La somma di questi fattori può portarci a percepire anche i più piccoli errori come delle vere e proprie tragedie.

Ma ad un certo punto, un concetto si fa strada nei nostri pensieri, e diventa l’ancora di salvezza a cui cerchiamo di aggrapparci per evitare di sprofondare ancora di più nell’auto commiserazione: “non lo farò mai più!”

Come si suol dire, la strada verso l’inferno è lastricata di buone intenzioni, e purtroppo è molto più probabile ritornare a compiere gli stessi errori piuttosto che riuscire a trarre realmente una lezione da ogni sbaglio. Ma essendo noi esseri intelligenti e razionali, perchè sembra così difficile evitare di incappare negli stessi passi falsi?

Sebbene le risposte siano molteplici, ed includano la necessità di conoscere e riflettere su concetti come la “Path dependance” (“dipendenza da percorso”) o la dualità della concezione che abbiamo di noi stessi e della nostra “ombra” come spiegato da C. G. Jung. [argomenti che tratteremo in futuro sul blog nella sezione crescita personale!] Il primo passo per evitare di ricadere negli stessi errori è più semplice di quanto si creda!

Coaching: il distacco come strumento per gestire le emozioni

Per evitare di lasciare che simili stati d’animo prendano il sopravvento, ed evitare di dire o fare cose spiacevoli, la miglior medicina è cercare di prendere del tempo, bloccando la reazione istintiva sul nascere. Idealmente sarebbe bene allontanarsi fisicamente dalle persone o dalla situazione a causa del momentaneo squilibrio emotivo.

Lasciare che le emozioni negative prendano il sopravvento ci farà percepire come persone con qualità negative

Prendiamo un esempio in uno scenario lavorativo. Sappiamo che non sono solo i nostri risultati a determinare il nostro successo, anche azioni e comportamento sono tenuti in considerazione. Sappiamo anche che gli ambienti di lavoro purtroppo sono spesso molto competitivi, e dobbiamo essere consapevoli che non tutti amano vederci avere successo.

Ad esempio, se stiamo tenendo una presentazione a lavoro, è meglio fare un bel respiro e sorvolare sulla battuta di pessimo gusto fatta da un nostro collega, piuttosto che rispondere con un insulto! Come fare però quando mantenere il sangue freddo ci sembra impossibile? Ci viene in aiuto uno strumento semplice ed efficace: il distacco! Potremmo infatti invitare altri colleghi a fare domande e concentrare su questo la nostra attenzione. Oppure potremmo proporre una breve pausa per avere il tempo di tornare lucidi e riprendere al meglio la nostra presentazione. In qualsiasi caso, vogliamo evitare di cedere alla provocazione e rispondere a tono con cattiverie, o urlando! E soprattutto non vogliamo perdere la capacità di portare a termine il nostro compito!

Cedere alle emozioni è facile se ci sentiamo colti sul vivo. E sappiamo anche che ci pentiremo delle nostre azioni se ci lasceremo influenzare da esse!

La metafora: Esci dalla foresta, scala la montagna!

Oggi vorrei condividere con te una metafora che può rivelarsi particolarmente utile, che ho incontrato per la prima volta nel libro “Laws of human nature” di Robert Greene

La metafora in questione è tanto semplice quanto efficace, specialmente quando è impossibile allontanarsi fisicamente per placare le reazioni istintive.

“Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna.”
Felice Bonaiti

Immagina di essere immerso in una fitta foresta, talmente ricca di vegetazione da risultare quasi impenetrabile, e di visualizzare un unico sentiero di fronte a te. Essendo questo l’unico sentiero visibile, immagina di percorrerlo, lasciando che ti conduca ad una salita dalla pendenza sempre maggiore. Scoprirai che si tratta di un sentiero che ti permette di risalire lungo il fianco di una montagna. Passo dopo passo, la vegetazione si farà gradualmente meno fitta, ed i raggi di luce riprenderanno a permeare con maggiore intensità.

Quando avrai raggiunto un sufficiente senso di calma e di distaccamento dalle emozioni negative, potrai immaginare di voltarti, e potrai vedere chiaramente la verità: le emozioni che prima costituivano il muro invalicabile della foresta, in mezzo alle quali sembrava impossibile orientarsi, sono una semplice macchia verde all’orizzonte, ora che le stai vedendo dall’alto, con la serenità ed il distacco che l’aver risalito il fianco della montagna ti permette di avere.

Uscendo dalla foresta si scorge la luce
Non esistono foreste troppo piccole, ne montagne troppo ripide

Non dimentichiamoci che non serve per forza prendere in considerazione eventi tragici o eclatanti: anche i piccoli intoppi quotidiani infatti possono avere grande impatto sul nostro umore! Prova a prestare attenzione al tuo umore durante la giornata, e cerca di vedere come le sue oscillazioni incidano sul tuo modo di pensare e comportarti. Potresti scoprire che in determinati momenti della giornata sei più o meno felice, e che in seguito a certi dialoghi o incontri il tuo livello di energia sembra variare. Questo fa parte della nostra natura di esseri umani, in quanto siamo animali sociali e siamo continuamente portati a confrontarci con la realtà e con gli individui intorno a noi. Non esistono quindi “foreste troppo piccole”!

Infine, tutti noi vorremmo mantenere sempre il pieno controllo di noi stessi, e recuperarlo immediatamente quando ci accorgiamo di averlo perso, giusto? Dobbiamo però accettare che non si tratta di un cambiamento che può essere azionato all’istante, come se avessimo un interruttore. Non basta nemmeno pensare di poter imporre all’istante la sola forza di volontà. Trattandosi di emozioni e stati d’animo dobbiamo accettare di dover percorrere la salita, e possiamo cercare di non renderla troppo ripida. Imparare a conoscere ed a concederti il tempo necessario affinché tu possa ritrovare il tuo equilibrio è quindi fondamentale

Esci dalla foresta, scala la montagna!


Non importa quanto la vita possa metterci alla prova, il mondo continua ad esistere e ad essere ricco di colori, anche quando momentaneamente ci sembra di vedere tutto nero!

E tu che ne pensi? Quanto spesso ti capita di cadere preda delle emozioni negative? Hai già provato in qualche modo a gestire questi momenti? Se si, come? E’ stato facile o difficile? Hai avuto successo? Fammelo sapere nei commenti!

Ci vediamo sul sentiero in salita, con passo sicuro e menti sgombre, e la luce che ci illumina il viso!

A presto!

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